Song, un jolly

Song, un jolly

Alex Song è convinto che l’Arsenal possa andare avanti in questa edizione della Champions League, avendo fatto tesoro della delusione della semifinale dello scorso anno.

Lo scorso maggio i Gunners si erano arresi al Manchester United ma il nazionale del Camerun crede che la squadra sia maturata da allora e che possa fare meglio.

“La scorsa stagione ci siamo fermati alle semifinali,” ha spiegato il 22enne. “Ma siamo consci di poter andare più avanti, adesso, perché abbiamo imparato dall’ultima volta.”

“Quest’anno abbiamo più consapevolezza, siamo cresciuti e spero che possiamo andare molto lontano.”

L’Arsenal è già in buona posizione nel Gruppo H di qualificazione, avendo conquistato sei punti nei primi due incontri, e Song sa che la vittoria di martedì contro l’Olympiacos è stata fondamentale.

“E’ stato un incontro molto importante per noi,” ha detto. ”Avevamo vinto la prima partita, quindi dovevamo fare bene in casa. Sapevamo che con una vittoria saremmo andati in testa al girone.”

servizio di Nick Teale per il sito ufficiale dell’Arsenal

http://www.arsenal.com/news/news-archive/song-we-have-learned-from-last-season

l'Independiente ha vinto 7 Coppe Libertadores

l'Independiente ha vinto 7 Coppe Libertadores

La qualificazione alla Copa Libertadores 2010 è di lettura tutt’altro che facile e dopo il successo dell’Estudiantes nell’ultima edizione, con lo stesso Pincha finalista anche nella scorsa Copa Sudamericana e lanciatissimo in campionato, si aprono scenari nuovi, rivoluzionari.

Intendiamoci, ridurre il calcio d’élite argentino a River e Boca è davvero sbagliato, sia che si guardi alle affermazioni nazionali e internazionali dell’ultimo decennio, sia che si consideri la storia del calcio del Paese.

Il Boca si è recentemente piazzato solo sesto nella classifica IHFFS dei Club sudamericani più vincenti nel XX secolo perché, effettivamente, ha dominato la scena internazionale solo a partire da inizio millennio. Il River, invece, che della Libertadores ha una vera ossessione, in quella speciale classifica (guidata dal Peñarol) si è piazzato quarto in ragione soprattutto dei successi continentali di metà anni Ottanta e Novanta che però sono anche stati gli ultimi, includendo la Coppa dai tanti nomi diversi della primavera australe.

Club quali l’Estudiantes, come detto, ma anche l’Independiente (Re di Coppe con le sue 7 Libertadores vinte), il Velez e il Newell’s, per esempio, hanno dato in passato altrettanto lustro all’Argentina e se alcuni di essi, se non tutti, tornassero a costituire come pare possibile l’asse portante della rappresentativa albiceleste in Sud America non si tratterebbe altro che di un ciclo che torna a ripetersi.

Ebbene, all’Argentina è concesso di avere cinque rappresentanti in Libertadores. Si tratta dei vincitori dei tre campionati precedenti l’inizio della Coppa (due Apertura e un Clausura) e delle due squadre che hanno ottenuto più punti nei soli due tornei nazionali precedenti, anche in questo caso, l’edizione del torneo sudamericano preso in considerazione. Posti che possono aumentare soltanto nel caso in cui una sola squadra sia riuscita a vincere più di uno dei tre campionati di cui sopra.

Guardando alla situazione attuale dei candidati a partecipare alla Copa Libertadores 2010, quindi, sappiamo che Boca e Velez sono già qualificate per essersi aggiudicate, rispettivamente, l’Apertura 2008 e il Clausura 2009. Da una rapida occhiata alla somma dei punti fra Clausura e Apertura 2009 emerge che, chiunque vinca il campionato in corso, Estudiantes, Lanus, Colon e San Lorenzo sono comunque in piena corsa, mentre il River rischia davvero grosso, a maggior ragione vista la crisi tecnicotattica in cui si trova, con le Elezioni di fine anno che non aiuteranno a trovare una soluzione ma anzi tenderanno a far rimanere le cose come stanno, vale a dire molto male.

Il Boca, poi, deve ringraziare di aver rocambolescamente vinto grazie alla sola differenza reti la famosa finale a tre dell’Apertura 2008, quella giocata con Tigre e San Lorenzo, perché coi soli 5 punti di questo campionato e i 22 di quello scorso al momento sarebbe messa addirittura peggio del River. Nonostante il ritorno in panchina di Alfio Basile che, lo ricordiamo, nel suo ciclo boquense precedente la disastrosa parentesi alla guida della Nazionale post-Bielsa e pre-Maradona, aveva vinto ogni competizione cui aveva partecipato, partita secca o torneo che fosse.

Tutto questo per dire che qualcosa in Argentina è cambiato e che i nuovi appassionati di questo mondo avranno certamente l’opportunità di scoprire tanto di ciò che negli ultimi anni è stato immolato a una diarchia giusta da un punto di vista sportivo ma traviante da quello informativo.

mio articolo pubblicato a settembre 2009 per Calcioargentino.com

Boruc, anima degli Hoops

Boruc, anima degli Hoops

ARTUR Boruc sembra pronto a raggiungere un traguardo storico, a stabilire un importante record personale, giovedì in occasione dell’incontro che il Celtic disputerà contro il Rapid Vienna per la UEFA Europa League. Questo perché, dovesse prendervi parte, sarebbe la sua trentesima presenza europea con il Club.

Oltretutto durante gli scorsi quattro anni il portiere polacco ha vissuto molte serate memorabili in ‘paradiso’ (a Celtic Park, NdT). E spera che giovedì prossimo ce ne sarà un’altra.

“Il fatto di aver giocato 30 incontri europei per il Celtic mi sorprende,” ha ammesso Boruc. “Non mi sono mai reso conto che fossero così tanti. Non avrei mai detto di averne fatti tanti, ma d’altra parte mi sembra di essere al Celtic da più di quattro stagioni.”

“E’ molto particolare aver giocato tante partite in Europa per il Celtic. Ormai sono a Glasgow da abbastanza tempo e le notti di Coppa sono sempre state davvero speciali.”

“Credo che questo valga anche per gli altri giocatori, ma c’è sempre qualcosa di diverso a Celtic Park. E’ come se la gente tifasse in modo diverso, c’è sempre un’atmosfera speciale.”

Boruc ha esordito ufficialmente per il Celtic proprio in Europa, giocando il ritorno di un turno con l’Artmedia Bratislava. Da allora ha contribuito, fra le altre, alle vittorie del Celtic sul Milan, il Benfica e lo Shakhtar Donetsk, e di memorabili ci sono anche una parata all’ultimo minuto su un rigore del Manchester United e un’altra nella vittoriosa definizione ai rigori contro lo Spartak Mosca.

“Ogni partita giocata a Celtic Park è stata fantastica per me,” ha affermato. “Sono state incredibili. Tutti parlano di quelle col Manchester United e lo Spartak Mosca ma non credo che sia giusto dire che una in particolare è stata la migliore.”

“Chi può dire che la migliore non capiterà questa stagione? La finale di Europa League si disputerà ad Amburgo ma le semifinali si giocano con partite di andata e ritorno, in casa e fuori. Se arrivassi a giocare una semifinale a Celtic Park, quella potrebbe diventare la migliore.”

Boruc sta aspettando la sfida con la squadra austriaca e sa che sarà dura per il Celtic.

”Il Rapid Vienna dimostrerà di essere una buona squadra, come tutte le altre,” ha detto. “Ha eliminato l’Aston Villa nei turni preliminari e poi ha battuto l’Amburgo, quindi sarà un avversario difficile, ma dobbiamo essere ugualmente fiduciosi.”

servizio di David Friel per il sito ufficiale del Celtic

http://www.celticfc.net/news/stories/news_240909164515.aspx